domenica 2 agosto 2015

La Nuova Via della Seta e l'importanza di un turismo culturale a base fluviale


E' stata ribattezza giustamente La Nuova Via della Seta  quella che partendo da Xian, passando per Bishkek, Tashkent, Teheran, Ankara, Mosca, Minsk,  raggiungerà Rotterdam, Anversa, Berna e Venezia.,quest'ultima all’estremità occidentale della Via marittima che passa da Atene, Cairo, Gibuti, Nairobi, Colombo, Kuala Lumpur, Singapore (con un ramo verso Jakarta), Hanoi, Hong Kong e Fuzhou terminando a Hangzhou.(1).
E' evidente come si sia di fronte ad un ribaltamento dell'attuale scenario geopolitico ancora versato sugli equilibri marittimi anglosassoni del secolo scorso. 
Non è solo un discorso di infrastrutture ma di geopolitica culturale
Innanzitutto Xian è situata lungo il Fiume Giallo (Huang He) lungo ben 5.464 km considerato la culla della Civiltà cinese perchè da lì si formò il Primo Impero della Dinastia Han (223 a.C- 9 d.C.) che realizzò un imponente lavoro di canalizzazione consentendo di collegare il fiume Wei col Fiume Giallo, sviluppando l'agricoltura ed incrementando i commerci fluviali. Non meno importante è al Sud lo Yangzi coi suoi 6380 km lungo il cui percorso si trova la più grande centrale idroelettrica al mondo, detta delle Tre Gole. Non dobbiamo dimenticare che nel VII secolo -epoca corrispondente al nostro Medioevo - la Cina realizzò la più grande opera dell' umanità nel controllo delle acque, il Canale Imperiale che con la sua rete di oltre 2500 km permetteva di collegare i due bacini garantendo,dal punto di vista militare e commerciale, senza pari considerando l'estensione dello spazio in questione..
Questo sicuramente rende  la Cina autosufficiente per il proprio interno. Per noi europei, deve esserci, per resistere di fronte a questo scenario , un'effettiva integrazione dei bacini Rodano - Reno - Danubio che possa connettere l'intero continente europeo rispetto allo spazio eurasiatico.
Per via marittima, anche Venezia sarebbe coinvolta ma anche qui si porrebbe un problema serio di politica territoriale di sfruttamento del bacino del Po con una visione non più localistica bensì orientata ad un 'integrazione con questi nuovi flussi commerciali e turistici. E qui, sia pure per il solo territorio della Val Padana, una riflessione si impone.
Da un punto di vista di politica culturale come si può continuare a prospettare il nostro patrimonio culturale secondo ancora vecchie logiche eurocentriche o, peggio, localistiche ? Davvero si può immaginare come sufficiente, di fronte ad una potenza di queste dimensioni quale quella cinese che rimette in moto la sua civiltà ,e non solo la sua forza economica, di persistere ad illustrare i nostri monumenti, le nostre ricchezze artistiche senza sapere connetterle alla storia, alla cultura di quel popolo ? Il Fiume quindi diventa sempre più la chiave di connessione capace di rendere conto delle differenti periodizzazioni ma anche delle analogie con la nostra storia.
Pensiamo a quali spunti di riflessione possano derivare dal raffronto tra un'opera di canalizzazione iniziata in Cina nel VII secolo, e la regimazione delle acque da noi a partire dal XIII : quali differenze ed analogie nel ruolo del potere politico nel Medioevo cinese e nel nostro? L'impatto del Fiume sulla forma Impero in Cina che conduce anticipatamente ad un'esperienza di accentramento delle funzioni, consolidamento dei confini e di costruzione di un apparato burocratico efficiente; contro la frammentazione presente nella nostra rete fluviale, alla difficoltà di consolidare confini e di trovare un personale fedele ed efficiente per l'amministrazione del regno, in un contesto territoriale altamente competitivo per appropriarsi delle risorse idriche.
Riflessione analoga può farsi per gli aspetti militari, religiosi, agricoli ecc.
Ecco quindi che la necessità di ripensare e riqualificare il nostro territorio ed il nostro patrimonio culturale con nuovi parametri esplicativi diventa sempre più urgente

(1) https://aurorasito.wordpress.com/2015/08/01/la-nuova-via-della-seta-new-deal-cinese-conseguenze-economiche-e-geopolitiche/



























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