sabato 11 luglio 2015

Importanza della configurazione fluviale nella Russia di Novgorod XIII-XV. Un feudalesimo russo ?

L’importanza della collocazione fluviale di Novgorod : profili geopolitici e militari
Novgorod si colloca sulle rive del fiume Volchov, emissario del lago Il’men e sfociante nel lago Ladoga. Dava quindi accesso al Baltico ed ai commerci dei quella regione. Novgorod è collocata a NO di Kiev. Grande rivale della città era Suzdal’ che controllava l’alto corso del Volga, potendo quindi bloccare la fornitura di granaglie alla città. La città dovette respingere gli assalti dei cavalieri teutonici da Ovest e degli Svedesi : memorabile la vittoria contro i primi a Cuskoe il 5/4/1242 ad opera di Aleksandr Nevskij. La città aveva un sofisticato sistema difensivo composto da strutture di sbarramento a 10 -20- 30 km di distanza, coi monasteri usati eventualmente quali fortilizi. La città sotto il profilo urbanistico le case erano aggregate in centinaia –sotnja- a propria volta formanti quartieri koncy ciascuno dei quali esprimente una propria assemblea  
Il fiume e la proiezione economica della città                                                                               
La città bilanciava due tendenze, quella mercantile e quella agraria quest’ultima solo di recente ripresa in considerazione dagli studiosi. Il commercio vedeva un import di aringhe,vino,birra e metalli;l’export prevalentemente cera,miele e pellicce. La città amministrava direttamente terre fuori dalle proprie mura (la pjatina) che gradatamente acquisirono autonomia dopo una prima fase di funzionari nominati Novgorod; nonché territori semidisabitati nelle regioni settentrionali ed orientali.                                                                                                                                             
 Il fiume e la struttura sociale                                                                                                               La città era riuscita a sviluppare la propria indipendenza a partire dal 1136 benché già diversi principi di Kiev (Valdimiro il Santo, Jaroslav, Mjatislav ) erano divenuti per via ereditaria principi della città. Al livello più basso stavano i cholopy i servi che non si occupavano solo dei lavori materiali, spesso venendo adibiti anche all’amministrazione della casa. V’erano poi smerdy e liudy del periodo kievano, nonché i boiari grandi proprietari terrieri coinvolti anche nei traffici mercantili.                                                                                                                                                                 
Il fiume e la struttura istituzionale                                                                                                     Fino al XIV secolo Novgorod fu in grado di far coesistere due modelli istituzionali. Il primo era espresso dal basso, dall’assemblea dei capifamiglia liberi che si riunivano nel vece che deliberava sulle rimostranze da presentare la gran principe, sul nominativo dell’arcivescovo entro una terna di nomi, in materia di pace e guerra e di esazione di tributi. Il vece eleggeva il posadnik che coadiuvava il principe nell’amministrazione della città fungendo da delegato del vece. L’assemblea cittadina eleggeva a sua volta il tisjack comandante del reggimento cittadino e arbitro delle dispute commerciali. Gradatamente questa collaborazione fra istituzioni così diverse sparì e man mano che la città si vide sopravanzare da Mosca all’interno rafforzò la tendenza oligarchica epressa dalla duma in cui sedevano i boiari, proprietari terrieri,accanto all’arcivescovo. Al vertice della gerarchia il Principe che agiva come grande mercante negli interessi della città,solo verso la fine rafforzando la sua tendenza autocratica. Al livello più basso gli smerdy, i contadini che giocarono un ruolo attivo,di fronte alle prepotenze nobiliari,per schierasi a favore del passaggio sotto la potenza moscovita.
 Il problema di un feudalesimo russo                                                                                                 Secondo diversi autori, dalla fine di Kiev vi sarebbe stato un processo assimilabile a quello capitato in Occidente con la dissoluzione dell’Impero carolingio: frammentazione del potere, usurpazione di pubbliche funzioni con la patrimonializzazione di un beneficio- consistente in possesso di terra- un tempo concesso a fronte di particolari servigi resi dal vassallo al signore in base ad un legame personale. Accanto al fondo di proprietà trasmesso in via ereditaria – le votciny- si sarebbero poi assommati i pomest’e, i benefici accordati dal Principe. In realtà si tratta di apparenze perché il processo che conduce alla formazione di una nobiltà in Russia non è uguale a quello europeo. Così come in Russia non si assiste ad un incentivo per i contadini ad occupare nuove terre, a dissodare e a migliorare i terreni: non esiste la stessa pressione demografica presente in Europa; essi si limitano alla borscina – la corveè- e a pagare l’obrok il canone enfiteutico. A spiegare però la differenza è sicuramente la posizione della Chiesa in Russia la quale si configurò come potenza fondiaria, incrementando per via di donazioni le proprietà immobiliari esenti da ogni tributo; sviluppò attività sia di assistenza ai poveri così come di penetrazione e colonizzazione negli sperduti territori del NE. Essa però non rivendicò mai la supremazia sul piano spirituale e temporale come la Chiesa Romana nè si pose come continuatrice di un’esperienza storica passata – come lo era la Chiesa attraverso la falsa donazione di Costantino in base alla quale rivendicò la diretta continuità con l’Impero Romano, avocando a sé la consacrazione di chi potesse rappresentarsi continuatore come Imperatore ponendo i suoi servigi alla Chiesa di Roma.
La letteratura di Novgorod                                                                                                                 Si riconduce alla città l’Evangelario di Ostromir (1056-57) il manoscritto più antico scritto in slavo ecclesiastico . La Cronaca di Novgorod  esprime un senso di attaccamento alla città, alle sue strade ed alla sua storia.La differenza nella produzione letteraria tra Kiev e Novgorod è che in quest’ultima le storie riflettono la struttura di una società schiettamente commerciale dove i protagonisti sono spesso personaggi che sia arricchiscono col commercio, anziché esaltarsi per le virtù guerriere come in Kiev

Evoluzione della Russia degli Appannaggi

Il Sud Ovest. La Galizia
Il peso della configurazione fluviale
Alle pendici meridionali dei Carpazi,è attraversata dai fiumi Prut e Dnestr. La regione confinante con Polonia ed Ungheria si rivelava quindi adatta ai traffici internazionali. Il ceto mercantile dei boiari ebbe sempre un peso abnorme che solo singoli sovrani riuscirono a contrastare vittoriosamente. I boaiari ebbero un peso determinante negli intrighi e nelle guerre civili      Monarchi                                                                                                                                           Roman (1197-1205) unisce Galizia e Volinia                                                                                             Daniele (1221-64) Daniele fondatore di Leopoli riassoggettò nel 1238 la Galizia e fino al 1264 dominò anche la Volinia                                                                                                                                             Leone (1264-1301) subisce pressione dei Mongoli                                                                                   1387 La Galizia si arrende ai polacchi
Il Nord Ovest.       
La regione è dominato dal Principato di Vladimir Suzdal, città posta su fiume Oka. In questo contesto, fu invece autorità del Principe ad imporsi per via delle ragioni militari connesse alla necessità di approntare un esercito contro le invasioni dei Mongoli, ai quali dovette soccombere nel 1238. Fu ridotto qui il peso dei boiari come quello del vece, visto a Novgorod
Pskov
Non molto distante da Novgorod, acquisì la sua autonomia nel XIV secolo. La sua particolarità istituzionale fa sì che il vece svolga funzioni giurisdizionali per i crimini più gravi e che vi fosse anche un consiglio degli anziani. La città era suddivisa come Novgorod ma mancava del tisjack. Venne poi assorbita interamente nel territorio moscovita
 Il Monachesimo russo
Il monachesimo russo nacque con un certo ritardo rispetto alla cristianizzazione ufficiale dello Stato di Kiev (988). Le prime notizie scritte, fanno risalire al 1051 la fondazione del Monastero delle Grotte di Kiev, che divenne ben presto il più importante centro religioso e culturale dell’antica Rus’.
La  struttura del Monachesimo risentì moltissimo delle vicissitudini politico militari che la Rus’ , prima con Kiev e poi con Novgorod, avrebbe subìto a seguito delle invasioni mongole da Oriente.
Il carattere distintivo del monachesimo russo da quello occidentale risiede nel fatto che quest’ultimo si fonda attorno ad una regola che sopravvive al suo fondatore, mentre in quello russo decisivo è l’esempio che un Maestro (igumeno) dà ai propri confratelli riuniti in un cenobio, dove non sussiste la proprietà privata e al preghiera collettiva si alterna con quella individuale: la vita anacoretica diventa l’eccezione praticabile solo sotto l’esame preventivo di un monaco anziano (starec) mentre gli altri prestano obbedienza assoluta al Maestro.
La differenza col monachesimo occidentale è evidente: in quello russo si privilegiano le attività caritatevoli a sostegno di poveri, indigenti , viandanti, pellegrini
Con le invasioni mongoliche, i monasteri dovettero ridurre il loro raggio d’azione e si conformano  a fondazione familiare, o ktitor. Fondati all’interno delle città, o subito al di fuori delle mura, da nobili, principi o vescovi che danno loro il proprio nome, sono formati da piccole comunità di monaci, prevalentemente nobili o ricchi, svolgenti mansioni esclusivamente spirituali e rigorosamente individuali. Dato il carattere aristocratico della configurazione in ogni ktitor ogni monaco disponeva della propria cella, di beni propri e manteneva intatti i privilegi acquisiti durante la vita secolare; unico luogo in comune era la chiesa, dove la comunità si riuniva per i servizi liturgici. : di fatto, in questo modo, le famiglie più potenti conciliavano la salvezza dell’anima con l’esenzione fiscale dal patrimoni stesso


Nessun commento:

Posta un commento