sabato 11 ottobre 2014

Genova per noi .....

A margine di quanto accaduto a Genova

Dopo tre anni, Genova si ritrova di nuovo sommersa per via dei corsi torrentizi che, ingrossatisi per via della pioggia abbondante, hanno travolto strade, devastato abitazioni causando danni enormi a negozi, esercizi, auto causando anche la morte di una persona.
Come al solito, è iniziato l'abituale balletto italiano dello scaricabarile, accuse reciproche dove tutti sono colpevoli e quindi alla fine tutti diventano innocenti. Il fatto grave però è un altro. Questa vicenda ha mostrato una popolazione stanca, umiliata, prostrata che abbassa la testa nel prendere pale e secchi per ripulire, piena di rabbia e rassegnata, come se questa tragedia fosse l'anello di una catena di eventi ineluttabili da accettare in silenzio. Altrettanto grave il distacco delle istituzioni: una Protezione Civile che non protegge, che sembra quasi strafottente nelle parole del suo capo Gabrielli che dice " Le previsioni sono state sbagliate" come se la gente di Genova fosse così stupida da non averlo capito; un Governo che tramite il suo ineffabile premier dice " Non vi lasceremo soli ": e ci mancherebbe pure, aggiungiamo !; un Comune assente la cui Polizia Municipale, tre anni fa, si era distinta per acume e sensibilità allorchè riuscì a multare un commerciante per aver praticato- a dire degli zelanti vigili- saldi fuori dal periodo consentito, poiché aveva svenduto quel poco che gli rimaneva nel negozio distrutto da ondate di fango.
In questa tragedia, si salvano solo quei ragazzi e quei volontari che senza nulla pretendere si sono affiancati in silenzio alla popolazione per aiutarla a rimettersi in piedi, ancora una volta...ma per quanto? per cosa ? in attesa di un'altra alluvione ?
I fiumi e i torrenti si riprendono tutta la loro forza di fronte alla stupidità ed all'avidità umana; alla criminale irresponsabilità di chi ha costruito in posizioni palesemente pericolose; alla malafede di chi l'ha autorizzato e ha incassato soldi per condoni edilizi pensando che anche la Natura potesse ritenersi soddisfatta : così purtroppo, non è stato e non sarà mai persistendo su questa strada. La lezione da questa vicenda ? Nessuna economia può reggere se non comprende il territorio entro cui è destinata a svolgersi. Occorre ripartire da un'idea di crescita sostenibile che recuperi l'identità fluviale rispettando percorsi originari e le coltivazioni che questi permettono. I fiumi e i torrenti possono essere una potente leva per una crescita economica e culturale ma bisogna averne rispetto se non ci si vuole ritrovare a piangere persone o a spalare fango, metafora di ben altro elemento in cui per empatia coi genovesi possiamo dire di essere immersi anche noi

Nessun commento:

Posta un commento